Il Grand Tour in senso opposto – intervista a Valentina Nicastro

Ospitiamo oggi sul nostro blog Valentina Nicastro, comunicatrice di professione e creatrice del blog di viaggi My Italian Diaries .

Valentina, dopo un lungo periodo trascorso a Londra ha deciso di tornare a casa perché si è resa conto che, per quanto il mondo sia un luogo fantastico con infinite meraviglie da andare a scoprire, la nostra penisola non ha niente da invidiare alle più ambite mete di viaggio.

 Colpisce molto la descrizione che Valentina ha fatto di uno dei momenti in cui ha capito che avrebbe dedicato il suo blog solo all’Italia: “Ero in Islanda, circondata da turisti stupiti a ogni geyser, ogni cascata, ogni panorama. E dentro di me pensavo: è vero, indubbiamente sono belli, ma anche in Italia abbiamo una natura così maestosa e viste mozzafiato e fenomeni naturali unici… E così ho fatto una lista dei luoghi che non avevo mai visitato in Italia. Da lì mi sono messa in viaggio e ho iniziato a scrivere e a fotografare.”

L’incontro tra I Viaggi di Tels e My Italian Diaries

 Il blog di Valentina è fatto di racconti e esperienze di viaggio vissute da lei in prima persona. Ha conosciuto I Viaggi di Tels per caso, quando cercava qualcuno che potesse darle delle informazioni sull’Oltrepò Pavese, a soli 10km da casa sua ma ancora a lei sconosciuto e parte della sua “lista” dei luoghi ancora da visitare in Italia. Vivere esperienze significative all’estero per poi tornare a casa con il desiderio di contribuire alla valorizzazione del nostro meraviglioso paese è in perfetta sintonia con il Grand Tour Tels, un percorso didattico graduato che consente ai ragazzi che vi partecipano di potenziare le proprie lifeskille di sviluppare competenze trasversali che ne fanno cittadini globali consapevoli e felici. Ecco dunque l’intervista con Valentina.

L’intervista…

A parte l’aneddoto dell’Islanda, ci sono state altre scintille (il rosso del nostro Metodo Tels™) che ti hanno spinta a creare My Italian Diaries? E come sei arrivata (o stai puntando) al silver, il colore del self-branding e della cittadinanza globale, nella tua professionalità e come persona?

 Parto proprio dall’Islanda perché è un aneddoto che riassume bene la mia esperienza. Nella mia vita ho viaggiato tantissimo ma per lungo tempo ho ignorato l’Italia. A un certo punto, però, è successo un fatto curioso. I miei colleghi a Londra, dove mi ero trasferita per lavoro e dove sono stata tre anni, puntualmente mi chiedevano consigli su località particolari della nostra penisola che volevano visitare… A volte tiravano fuori autentiche chicche: per esempio, la possibilità di fare winetastingin località del Piemonte delle quali non ero nemmeno a conoscenza! A quel punto ho iniziato a pensare che avrei dovuto io stessa viaggiare in Italia e conoscere meglio la mia terra.

Di conseguenza, quando mi sono trasferita a Milano per lavoro, ho letteralmente messo nel cassetto il mio passaporto per tirarlo fuori soltanto nell’unica occasione del viaggio in Islanda di cui parlavi prima – peraltro non avevo nemmeno tutta questa voglia di andarci!

E’ proprio vero che bisogna prendere coscienza dell’immenso patrimonio che abbiamo. Per questo, sulla scia del mio amore per il nostro paese, ho aperto il mio blog. La lingua che ho deciso di usare è l’inglese allo scopo di raggiungere un pubblico internazionale e più ampio possibile. All’inizio scrivere gli articoli era un hobby, ma adesso mi sto dedicando in maniera più focalizzata… Quindi, per tornare alla tua domanda, come raggiungo il mio silver? Combinando entusiasmo, focus, organizzazione e voglia di fare e cercando di essere autentica. Sui social invece mi capita troppe volte di vedere l’Italia presentata in maniera romanzata. Io non sono d’accordo e cerco di far vedere il nostro paese per quello che è davvero.

Un cervello fuggito e poi rientrato

In linea con la filosofia del Grand Tour Tels, con cui portiamo i ragazzi in Inghilterra per insegnare loro l’inglese e li riportiamo in Italia più consapevoli, pronti a valorizzare le bellezze dell’Italia, hai messo a frutto le esperienze fatte all’estero per creare un blog in cui comunichi meravigliosamente la bellezza del nostro Paese.

In altre parole, sei un cervello che dopo essere fuggito è rientrato. Quali consigli daresti ai ragazzi che si stanno per affacciare al mondo del lavoro e credono di avere possibilità solo fuggendo?

 Che bella domanda! In poche parole: bisogna crederci! Quando ho lasciato un posto di lavoro stabile a Londra per tornare in Italia, la domanda/affermazione che tutti mi facevano era: “Ma dove vai? In Italia è impossibile farcela!” Invece, se ti applichi e sei forte delle tue esperienze – tra le quali essere arrivata a un ottimo livello di inglese – non è vero che in Italia non ci siano possibilità. Ovviamente, non dico che la situazione sia facile, ma io sono l’esempio di una persona che era all’estero, ha deciso di rientrare e nel giro di pochi mesi ho trovato un lavoro. Fare un’esperienza all’estero rimane comunque fondamentale anche per approfondire le proprie conoscenze linguistiche. E’ mettendosi alla prova sul posto che si impara davvero a padroneggiare una lingua straniera.

Vogliamo tutti fare gli influencers?

Da blogger professionista, come reagisci alla notizia che gamer e influencer sono al quarto posto nella lista delle professioni più ambite dai ragazzi dopo il calciatore, il medico e l’insegnante (per fortuna!)? Vedi un futuro in cui la scrittura, che tu e tantissimi blogger di successo avete eletto a professione, sarà messa da parte da video e giochi online?

Proprio qualche giorno fa ho partecipato a Trento a una conferenza internazionaledi digital content creators, nella quale si parlava, tra le altre cose, del rischio di scrivere in maniera troppo meccanica se si guarda soltanto agli aspetti SEO (sigla che sta per Search Engine Optimisation – Ottimizzazione per i motori di ricerca, ndr). In realtà, ciò che paga nel lungo termine è essere autentici e non rinunciare al proprio tocco personale. Chi mette il cuore in ciò che fa non sarà mai tagliato fuori dalle macchine perché una macchina non potrà mai replicare il cuore di una persona. Tanti influencer hanno in realtà dei follower che sono falsi, ma se alla base ci sono autenticità e passione è possibile creare delle vere community.

Un luogo del cuore?

I soggiorni studio in Inghilterra che proponiamo ai nostri studenti si svolgono in luoghi lontani dalle destinazioni di massa nell’ottica del turismo sostenibile. Abbiamo visto che anche tu tendi ad avere nel tuo blog un giusto mix tra destinazioni più mainstreame angoli ancora sconosciuti d’Italia. Qual è il luogo della penisola che ti ha più ispirato? E In Inghilterra hai qualche luogo del cuore?

E’ ovvio che per ragioni di puro marketing devo scrivere di grandi città come Roma, Firenze e Venezia perché dall’estero ci sono tante richieste verso queste destinazioni. A me piace però anche cercare i posti meno battuti e meno sotto i riflettori. A luglio, per esempio, sarò in Molise, una regione che viene spesso sottovalutata. Io invece sono convinta che mi regalerà delle grandi emozioni. Il mese scorso sono stata in Costiera Amalfitana e poi a Salerno, una città meravigliosa di cui non si parla abbastanza per cui le ho dedicato un articolo.

A volte ci concentriamo su 5 o 6 posti famosi in cerca di like e dimentichiamo la bellezza di altri luoghi. Menzionavo prima Trento, altra città deliziosa per quanto poco battuta dal turismo straniero… Per non parlare del mio viaggio coast-to-coast in Basilicata, un’autentica meraviglia. In Calabria, poi, ho trovato un’accoglienza unica.

Dell’Inghilterra posso dirti che ho adorato Bath, seppure sia una destinazione un po’ mainstream, così come il Lake District, posto meraviglioso, o Hay-on-Wye, la cittadina dalle tante librerie. Mi è piaciuta tantissimo anche l’Isola di Wight (nella foto, ndr), a sud dello Hampshire, che si fa tranquillamente visitare in un weekend ed è un angolo di vera Inghilterra. Viaggiare non è solo fare foto per Instagram, ma calarsi nella cultura del posto e quindi andare al di là della grande metropoli.

Il potere di Instagram

Tutte le fotografie che corredano i tuoi post sono state scattate da te. Complimenti, sono bellissime! E anche la tua galleria di Instagram è davvero inspiring. Instagram sta superando Facebook nel numero di utenti soprattutto nella fascia ragazzi e adolescenti che si trovano a fare i conti con la sensazione di inadeguatezza data dal confronto con foto editate/decontestualizzate che fanno apparire le vite degli altri sempre più interessanti. Ne abbiamo parlato in un post qualche tempo fa. Cosa ne pensi?

 Mi ricollego al discorso di prima sul presentare le cose con sincerità e autenticità. Possiamo trovare su Instagram immagini di Roma patinate di rosa o di arancione, ma  sappiamo che quel tipo di immagine non corrisponde al vero. Sui social non tutto ciò che luccica è oro. Sono ben consapevole che l’adolescenza è un’età difficile così come è difficile discernere le foto reali da quelle che non lo sono, ma pensateci bene: che senso ha avere migliaia di like se una foto non è reale? Detto ciò, non bisogna cadere nell’estremo di condannare i social media a prescindere. Instagram, per esempio, è una bella piattaforma che permette di entrare in contatto con persone splendide, di condividere informazioni preziose e di creare interazioni anche e soprattutto off line. Come tutti gli strumenti, va solo usato nel modo giusto.

 Grazie, Valentina! In bocca al lupo per il tuo bellissimo blog!

… se volete saperne di più sul Metodo Tels: info@iviaggiditels.it0382 578706