Le 30 forme contratte in inglese più comuni: quando si usano?

Quali sono le forme contratte in inglese? E quando si usano? Come dice la canzone: “It ain’t easy,” non è facile rispondere!
Battute a parte, cerchiamo di risolvere i dubbi degli studenti relativi alle short form, espressione inglese equivalente a, appunto, “forma contratta”.

Quali sono le forme contratte inglesi più comuni?

L’elenco è piuttosto lungo. Cerchiamo di raggrupparle:

Verbo to be – forme contratte

‘m = am
‘re = are
‘s = is (da non confondere con ‘s del genitivo sassone)
aren’t = are not
isn’t = is not
wasn’t = was not
weren’t = were not

Verbo to have – forme contratte

hasn’t = has not
haven’t = have not
hadn’t = had not

Do e did – forme contratte

don’t = do not
doesn’t = does not
didn’t = did not

Can e could – forme contratte

can’t = cannot
couldn’t = could not

Will e would – forme contratte

‘ll = will
‘d = would
won’t = will not
wouldn’t = would not

E poi:

shouldn’t = should not
mustn’t = must not

Molto frequenti sono anche le seguenti:

wanna = want / wants to
gonna = going to
gotta = have to /must
lotta = a lot of

E, l’abbiamo già citata prima:

ain’t = am not / are not / is not / have not / has not (ovviamente è il contesto che ci permette di capire di volta in volta che cosa sia questo ain’t)

Altri esempi:

‘cos / ‘cause = because
bro = brother
4u = for you
cu = see you
u2 = you too
c’mon = come on

Ne esistono tante altre… Se volete potete contribuire alla lista anche voi lasciando un commento!

Forme contratte – alcuni esempi

Eccone alcuni tratti dai testi di brani musicali molto popolari:

Don’t stop me now. If you wanna have a good time…  (da Don’t Stop Me Now, Queen)
You gotta let me know, should I stay or should I go?  (da Should I stay or Should I go, The Clash)
It ain’t easy when you’re on your own.  (da It Ain’t Easy, Ricky Fante)
Is it ‘cos I’m cool   (da Is It Cos I’m Cool, Mousse T. feat. Emma Lanford)

Quando si usano le forme contratte in inglese?

Più informale è il contesto, maggiore è la possibilità di incontrare short form.
Non è un caso che gli esempi che abbiamo visto poco fa siano tratti da canzoni pop, nelle quali il tono è decisamente colloquiale.
E’ possibile inoltre usare le forme contratte quando si scrive un’email o un messaggio – via WhatsApp, Messenger, ecc. – indirizzati a qualcuno con cui abbiamo confidenza, oppure quando la circostanza richiede particolare velocità e scarsa attenzione alle forme.

La formalità richiede invece un alto grado di standardizzazione, affinché non si generino incomprensioni o spiacevoli equivoci. Disegni di legge, atti di compravendita, caratteristiche tecniche di un prodotto, brevetti: in tutti questi casi vengono usate le full form, o forme estese.

Sarebbe un bel guaio se all’interno di un disegno di legge comparisse un ain’t, che non si è sicuri se considerare come isn’t, aren’t, haven’t, ecc!
Se vi fosse chiesto di firmare un contratto di lavoro zeppo di forme contratte in inglese, contate almeno fino a 100 prima di firmarlo: evidentemente chi ve lo propone non è al 100% professionale!

Tutto questo ci porta a un’ultima considerazione…

Quando essere più o meno formali?

Andreste mai a pranzo con la regina Elisabetta in bermuda? O vi presentereste mai in frac a un aperitivo con il vostro amico al bar sotto casa?
Capire come interagire – se più o meno formalmente – con il proprio interlocutore o comprendere se sia possibile usare o meno le forme contratte in lingua inglese in uno scambio di email è un po’ come capire in quale modo vestirsi a seconda delle circostanze.
Imparare a comportarsi, anche linguisticamente, nella maniera più adeguata alla circostanza fa parte del processo di formazione di una personalità completa e pronta ad affrontare al meglio qualsiasi circostanza, ecco perché questo post è silver, il colore più completo nell’arcobaleno Tels.