The Pavia Experience – La Reunion degli ex studenti americani all’Università di Pavia

Nel mondo dell’economia immateriale post-industriale è la qualità umana e interiore ciò che conta. La creatività viene dall’anima. Si diventa creativi culturali viaggiando, dialogando e aprendo la nostra anima.
La citazione del filosofo ed economista belga Marc Luyckx Ghisi è davvero in linea con l’esperienza di Eric McCready e Steve Hutchinson, due ex studenti universitari statunitensi, oggi professionisti affermati, che nel lontano 1964 frequentarono un anno accademico presso l’Università di Pavia come international students. Per entrambi, quell’esperienza ha rappresentato un autentico punto di svolta negli studi e nella loro successiva carriera professionale.
A distanza di 55 anni, Eric, Steve e altri alumni americani con i quali avevano condiviso l’esperienza pavese si sono ritrovati nella città che li aveva ospitati e che conserva un posto speciale nel loro cuore. E’ stata l’occasione per rinsaldare dei legami d’amicizia e per rivisitare luoghi associati a una stagione indimenticabile del loro percorso di formazione.
Abbiamo avuto la fortuna e il piacere di incontrarli e di intervistarli nonché di accompagnarli per le strade di Pavia e di Vigevano e far scopire loro, tramite le Original History Walks, aspetti e aneddoti dei quali non erano a conoscenza.

L’intervista

Perché l’anno accademico trascorso a Pavia ha avuto un significato così profondo nella vostra vita?

ERIC: E’ stato durante il periodo a Pavia che ho scoperto la mia passione per la storia dell’arte e per l’architettura e, considerando che durante la mia carriera lavorativa ho ricoperto anche il ruolo di direttore di un museo d’arte, credo che l’importanza dell’esperienza pavese nella mia vita sia piuttosto evidente. In particolare, sento di avere un forte debito di gratitudine nei confronti di un docente, il Prof. Stoppino, le cui fantastiche lezioni fecero scaturire in me il desiderio di approfondire, negli anni successivi, le materie sulle quali ho in seguito costruito la mia carriera in ambito universitario e museale.

STEVE: Per me Pavia ha rappresentato l’opportunità di fare delle nuove esperienze sotto tantissimi punti di vista. Da studente della Oregon State University ero sempre stato interessato all’idea di ampliare i miei orizzonti culturali. Per esempio, come parte delle mie attività extracurricolari mi ero unito a gruppo di lavoro che simulava meeting e conferenze delle Nazioni Unite. Alla luce di ciò, quando si presentò l’occasione di studiare all’università di Pavia per un anno fui molto felice di coglierla al volo. A distanza di così tanti anni, posso affermare che è stata una grande fortuna, in quanto ho potuto approfondire una nuova lingua ed entrare in contatto, tramite lo studio di diverse discipline umanistiche e della storia europea e italiana, con una visione del mondo diversa rispetto a quella alla quale ero abituato negli Stati Uniti.
Quando al termine dell’anno accademico sono tornato a casa, ho completato i miei studi in ambito legale – il campo nel quale tuttora opero, avendo aperto lo studio Hutchinson and Cox a Eugene, nell’Oregon – con una prospettiva arricchita e rinnovata.

Allargare i propri orizzonti tramite un’esperienza all’estero

Vivere esperienze significative all’estero per poi tornare a casa con il desiderio di contribuire alla valorizzazione del proprio paese è in perfetta sintonia con il Grand Tour Tels, un percorso didattico che consente ai ragazzi che vi partecipano di potenziare le proprie life skill divenendo cittadini globali consapevoli e felici. Anche se avete compiuto il percorso inverso, da un paese anglosassone all’Italia, la vostra esperienza è per molti versi analoga a quella dei nostri studenti.

STEVE: Penso che un programma internazionale di studi della durata di un anno sia uno stimolo incredibile per l’educazione di un giovane studente. Insegna a essere indipendenti e ad avere fiducia nelle proprie capacità di vivere in una cultura e in una lingua diverse. Venire in Italia mi ha trasformato la vita. Nello stesso anno ho conosciuto Kathryn, la donna che è diventata mia moglie e con la quale sono sposato da 55 anni, e ho imparato ad apprezzare la storia e le arti liberali, quando la mia esperienza precedente come studente si era sempre limitata alle discipline scientifiche.

ERIC: Conoscere altre culture è senza dubbio un’esperienza fondamentale. Nel mio caso, oltre all’anno di studio a Pavia, ho avuto modo tramite il mio lavoro di trascorrere diverso tempo in Inghilterra, in particolare a Londra, e anche, più recentemente, in Asia. Viaggiando si ha modo di conoscere persone straordinarie. Ho già parlato dell’importanza che ha avuto nella mia vita il professor Stoppino, ma l’esperienza pavese ci diede modo di fare altri incontri che mi hanno ispirato e che sono rimasti incisi nella mia memoria, come quando, in occasione della cena per il Ringraziamento da noi organizzata, invitammo l’allora sindaco di Pavia: non dimenticherò mai quell’occasione.

L’incontro con le Original History Walks pavesi

Durante l’ultima reunion a Pavia avete scoperto nuovi lati della città grazie alle Original History Walk. Pensate che questa modalità narrativa possa stimolare i ragazzi ad apprendere l’inglese e approfondire al contempo la conoscenza del nostro meraviglioso patrimonio storico e culturale?

STEVE: Ogni reunion ha un sapore diverso in quanto mi permette di rivedere i miei vecchi amici, gli androni universitari e le stradine pavesi che mi riportano al periodo della giovinezza. Al tempo stesso, però, è l’occasione di imparare sempre qualcosa che non avevo ancora scoperto. Da questo punto di vista, credo che l’esperienza della History Walk sia assolutamente stimolante in quanto permette di approfondire aspetti nuovi e interessanti della città e dei protagonisti che ne hanno fatto la storia.

ERIC: Le Original History Walk hanno certamente un impatto positivo sugli studenti, in quanto aiutano a comprendere meglio la storia e ad ampliare il proprio bagaglio di conoscenze degli eventi che hanno determinato le sorti della città. Gli History Walker ci hanno parlato di Carlo Magno, del ruolo di Pavia come centro del commercio della seta e del té e dell’influenza delle potenti famiglie milanesi con un’enfasi e una partecipazione tali che ci hanno fatto rivivere quegli eventi storici come se stessero accadendo proprio nel momento in cui ce li stavano raccontando. E’ stata un’esperienza meravigliosa!