Viaggiare sostenibile: che cosa vuol dire?

Viaggiare sostenibile: l’espressione sta diventando sempre più comune, ma che cosa vuol dire veramente viaggiare sostenibile? E’ ora di fare una considerazione, anche storica, anche a fronte dell’intervento a Fa la cosa Giusta dove abbiamo dialogato con il professor Corrado del Bò, sul suo libro “L’etica del Turismo”.

Nella riflessione di oggi, però, ci ispiriamo a un diverso intervento del Professor Del Bò, quello alla 7° Giornata di Studi ‘Leonardo Gabetta’ presso la Sezione Classica del Liceo Galilei di Voghera (Pavia).

Lì abbiamo fatto insieme un viaggio nella storia del viaggio partendo dall’Odissea e dall’Eneide. Se ci pensate, nell’Odissea e nell’Eneide si viaggiava perché obbligati dagli déi, si viaggiava come pentimento, come patimento, con fatica, sofferenza, pena: si era vittime del viaggio. Agli antichi mancava il piacere di viaggiare fine a sé stesso.

Viaggiare sostenibile: dal Grand Tour ai giorni nostri

Poi venne il Grand Tour, il viaggio di formazione della nobiltà inglese e americana, appannaggio di pochi, forse l’1% della popolazione. Il termine turista nasce proprio qui, tour-ist, chi viaggiava per formarsi in Italia, Francia, Grecia per studiare di arte, politica, storia. Persone che potevano permettersi di vivere senza lavorare, perché tutto era fatto per loro.

Fu solo nel 19mo secolo che nacque il tempo libero accessibile per tutti. Fu conseguenza dell’industria inglese che concesse il giorno libero richiesto dalle nuove forze sociali e il reverendo Thomas Cook iniziò ad organizzare gite in treno per riempire il giorno libero evitando che gli operai passassero il tempo ad ubriacarsi.

Fu qui che il turismo si trasformò in industria; fu qui che il turismo divenne industria del divertimento. E chiuse le porte al viaggio?

Esiste una differenza ‘geometrica’ tra turista e viaggiatore

Il turista compie un percorso circolare predefinito, a volte fatto di schiamazzi e di poco rispetto per il luogo verso cui viaggia: il turista semplicemente si sposta da un luogo all’altro. Il viaggiatore invece compie un percorso lineare in cui il ritorno è solo una delle ipotesi: il viaggiatore viaggia per essere migliore.

E’ vero, la moderna industria turistica prevede un biglietto di ritorno e sembra non preoccuparsi che in mezzo vi sia un cambiamento o una crescita.

Ma esistono ancora i viaggiatori? O almeno i turisti responsabili?

A noi piace credere di sì e vogliamo provare con i nostri studenti e le loro famiglie, con gli insegnanti a uscire dagli schemi predefiniti, a viaggiare davvero in modo sostenibile e in maniera diversa, per provare a cambiare, per creare il Grand Tour del XXI secolo, finalmente appannaggio di tutti.

Grand Tour è infatti il nome che abbiamo scelto per il nostro nuovo, circolare e modulabile progetto legato al turismo scolastico in Italia e in Inghilterra. Stay tuned per saperne di più o scriveteci per le anteprime!

Questo post è rosso perché parte dall’emozione del viaggio, dalla passione per il mettersi in cammino, dalla prospettiva de I Viaggi di Tels.

Se vuoi progettare con noi una nuova modalità di viaggio o provare una delle nostre proposte scrivici a ilmetodotels@gmail.com