Imparare l’inglese e salvare il pianeta: è possibile?

Dal #FridaysForFuture al #PlasticFree: cosa sta succedendo nel mondo?

Su diversi fronti ci stiamo tutti rendendo conto che il mondo sta andando finalmente verso un uso più assennato e consapevole delle risorse per il bene del nostro Pianeta: dal #FridaysForFuture (avete visto il discorso di Greta Thunberg alla Conferenza Mondiale sul Clima e la sua protesta che incita i ragazzi come lei a scioperare da scuola per smuovere gli adulti?), al movimento Plastic Free in cui siamo anche noi direttamente coinvolti grazie agli amici de Il Girasole di Travacò, alla challenge #trashtag che sta spopolando su Instagram…

Un movimento ormai globale che vuole, attraverso la riduzione dell’usa e getta, l’economia circolare, il reduce-reuse-recycle arrivare a stili di vita sostenibili per dare un futuro all’ambiente e a noi stessi.

In Inghilterra la plastica messa al bando

I nostri amici inglesi sono sul pezzo da tempo: lo stesso governo inglese (tra un voto sulla Brexit e l’altro) sta prendendo in considerazione il divieto su scala nazionale dell’uso di borse, stoviglie, cannucce di plastica, tutto ciò insomma che viene utilizzato una volta a poi buttato.

Perchè proprio la plastica? Un’invenzione che, quando entrò nelle case, nelle industrie, rivoluzionò il modo di vivere praticamente. Un materiale quasi indistruttibile, resistente al freddo quindi perfetto per conservare I cibi, igienico, non tossico, economico. Che male potrà mai fare?

L’isola di plastica

Il problema della plastica è il suo smaltimento quando non viene immessa in un sistema di riciclo e riutilizzo: da una ricercar del World Climate Programme si stima che circa 5 trillioni di micro particelle di plastica galleggino sulla superficie dell’Oceano dando vita ad una vera e propria isola di plastica grande quanto 3 volte la Spagna nota come “The Great Pacific Garbage Patch”.

Una presenza inquietante che sta danneggiando irrimediabilmente la vita degli oceani, le specie animali e vegetali, la stessa barriera corallina ormai in via di estinzione

Blue Planet

Tornando ai nostri amici inglesi, l’attenzione sul Climate Change è in particolar modo tornata alla ribalta quando la BBC ha mandato in onda nel 2017 la seconda stagione di Blue Planet, una serie di documentari naturalistici in cui, al termine di ogni puntata, c’è un richiamo all’emergenza plastica nell’Oceano. Si è creato così il cosiddetto “Blue Planet Effect” a seguito del quale organizzazioni, amministrazioni locali, scuole hanno iniziato a mettere al bando la plastica e ad attuare atteggiamenti virtuosi verso il rispetto dell’ambiente.

Un must-watch per esercitarsi in inglese

Blue Planet è per l’Inghilterra ciò che per noi italiani potrebbe essere Quark, è parte della cultura British come lo è il suo conduttore, il 92enne Sir David Attenborough (l’equivalente del nostro Piero Angela), noto in tutto il mondo per il suo stile nella conduzione di documentari di cui si occupa dagli anni ’50 ormai (su Netflix è disponibile Planet Earth). Lo stile di Blue Planet è davvero unico, musiche di Hans Zimmer, riprese con innovative tecniche digitali e cinematografiche, la narrazione che rende viva la natura attraverso lo schermo e la voce dolce di Sir Attenborough.

Insomma, un must-watch se vi state allenando per una prossima vacanza studio, un esame d’inglese o se semplicemente amate la natura.

Se non ve la sentite di guardare un intero episodio, trovate anche spezzoni più corti su YouTube; ecco alcuni dei nostri preferiti:

Buona visione!

Questo post è giallo perché, benchè parli di un tema più verde, fornisce soluzioni creative e out of the box per affrontare un problema che non trova soluzione da tempo e per allenarsi in inglese unendo l’utile al dilettevole.

Grazie!