Che cos’è Il Commonwealth

Ovvero che che cos’hanno in comune paesi lontani tra loro come la Nuova Zelanda, l’Australia, il Canada, la Nigeria, il Bangladesh, la Guyana o Singapore?  

Certamente il fatto che in ciascuno di questi stati l’inglese sia la lingua – o una delle lingue – ufficiali, ma non si tratta soltanto di questo. Essi, insieme ad altri per un totale di 53 paesi, costituiscono il Commonwealth of Nations – letteralmente “bene comune delle nazioni” – un’organizzazione internazionale presente in tutti e 5 i continenti. 

Il Commonwealth of Nations – noto semplicemente come Commonwealth – è nato dallo smembramento del British Empire, l’impero più vasto della storia, disgregatosi nella seconda metà del XX secolo a seguito delle lotte per l’indipendenza dei popoli che lo componevano. Decisiva fu senza dubbio la spallata data all’impero dall’India, the jewel in the British crown, “il gioiello nella corona britannica”, che guidata dal Mahatma Gandhi divenne indipendente nel 1947.  

Tuttavia, i 53 paesi aderenti al Commonwealth non hanno del tutto tagliato il cordone ombelicale che li lega a Londra al punto da mettere insieme un’organizzazione che condivide “l’impegno degli Stati membri nello sviluppo di società libere e democratiche e nella promozione della pace e della prosperità per migliorare le vite di tutti i popoli degli Stati membri”, come afferma The Commonwealth Charter.   

Commonwealth of Nations con una sola corona: i realm 

A rinsaldare il perdurante legame con la corona britannica è il ruolo della regina stessa, la quale è ufficialmente Head of State di 16 paesi del Commonwealth detti realm. Tra essi ovviamente si annovera anche il Regno Unito . Si tratta di una carica simbolica, in quanto Elisabetta II non interviene nelle questioni locali, ma anche i simboli, si sa, hanno la loro importanza e, per quanto in teoria la regina non dovrebbe mettere il naso negli affari interni dei realm, a volte capita che faccia sentire la sua voce.  

Ha fatto per esempio molto clamore l’ingerenza di Elisabetta II nel referendum per l’indipendenza del Québec, provincia francofona del Canada, indetto nel 1995 e perso dagli indipendentisti per pochissimi voti. 

In tale occasione, una radio di Montréal – la città più densamente popolata della provincia – fece uno scherzo telefonico alla malcapitata regina, spacciandosi per l’allora Primo Ministro canadese e chiedendole di pronunciarsi contro gli indipendentisti. Elisabetta II cascò ingenuamente nella trappola e fece capire di essere dalla parte dei ‘no’, con conseguente imbarazzo per tutto il Commonwealth e brutta figura per Buckingham Palace…  

Che cosa ha significato la parola Commonwealth nella storia inglese?

In chiusura una nota curiosa. Come dicevamo prima, Commonwealth indica una “ricchezza comune”, ovvero una res publica. ed è proprio con il nome di Commonwealth che si designa l’unico periodo di esperienza repubblicana della Gran Bretagna, guidata dal 1649 al 1660 da Oliver Cromwell, prima, e dal figlio Richard poi, a seguito della morte del primo cosiddetto Lord Protector, in realtà più tiranno che protettore delle persone comuni.  

Dapprima nemico del potere assoluto e in seguito divenuto accentratore del potere, Oliver Cromwell non riuscì nell’intento di creare armonia tra gli abitanti del suolo britannico… Evidentemente non conosceva il Metodo Tels© e il verde dei suoi progetti didattici ispirati allo sviluppo di skills essenziali, tra le quali l’empatia e la capacità di collaborare con gli altri! 

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